Associazione Sportiva della Montagna


La storia dell'ASM Arzo


Fu nel 1932 che il signor Ferdinando Bustelli, un cittadino di Arzo emigrato in America del Sud, esaudì i desideri dei ragazzi del luogo, donando loro un vasto appezzamento di terreno atto a praticare il gioco del calcio. Nello stesso anno fu costituita l’Associazione Sportiva della Montagna con l’obbiettivo di dedicarsi al gioco del calcio. I nostri giovanotti, armati di pala e rastrello, seppero sistemare ben presto il terreno da gioco per poi iniziare subito nello stesso anno il primo Campionato Ticinese. Purtroppo dopo pochi anni scoppiò la guerra, il campo sportivo venne anch’esso sacrificato al “Piano Wahlen” ed anziché porte e linee di demarcazione, vennero coltivate patate. Terminata però la mobilitazione, il calcio riprese i suoi diritti in quel di Arzo. Rinacque così la squadra dell’ASM Arzo. Come tutte le grandi società, anche i rosso-neri hanno la loro pagina di storia gloriosa e la conseguirono il 7 giugno 1954 con la vittoria della Coppa Ticino al termine di un’incandescente finalissima disputata al campo Marzio contro il FC Solduno (Risultato 1:0 dopo i tempi supplementari). Con ciò non vorremmo cancellare le altre affermazioni ottenute come la conquista della coppa disciplina (1935 e 1968) e le varie promozioni.

Alcune tappe importanti della storia passata e attuale:

  • 1969/1970 Relegazione Quarta Lega.
  • 1980/1981 Promozione Terza Lega.
  • 1983/1984 Retrocessione Quarta Lega.
  • 1989/1990 Ristrutturazione Campionato (Quarta Lega è denominata Quinta Lega).
  • 1993/1994 Promozione Quarta Lega.
  • 1998/1999 Relegazione Quinta Lega.
  • 2002/2003 Promozione Quarta Lega.
  • 2004/2005 Relegazione Quinta Lega.
  • 2005/2006 Promozione Quarta Lega.
  • 2012/2013 Creazione nuova Prima Squadra Quinta Lega


Alcuni ricordi significativi di vecchie glorie della nostra società


Guido Bustelli
"Ricordo che il nostro primo pallone (che calciavamo, possibilmente di nascosto, su qualsiasi prato, finché il proprietario non ci scacciava), aveva la forma di un mappamondo,m cioè era leggermente piatto su due lati, sicché l’avevamo denominato “la cipolla”. Ma era tanta la passione che una volta abbiamo persino “fatto allenamento” sul ripido brusone del San Giorgio. In quanto ai risultati, vittorie e sconfitte si alternavano, le prime tuttavia più sonanti delle seconde.
Io giocavo anche nella squadra della Scuola di Commercio di Bellinzona e quindi, quando mio zio mi disse che voleva fare qualcosa per la gioventù della Montagna, non esitai a consigliargli di far cessare la caccia dei proprietari dei terreni sui quali si andava a giocare, mettendo a disposizione un campo dal gioco regolamentare. L’idea gli piacque e subito vennero iniziate le trattative con i proprietari dei terreni dei Linee, sui quali giostrano ora i fieri atleti dell’ASM Arzo con il colori che io avevo scelto perché a quel tempo, tifavo per il Milan."

Franz Ceppi
"Era Veramente un problema nel 1932 racimolare i soldi per l’acquisto dei primi palloni. Andavamo perciò presso le squadre superiori e per pochi franchi ne acquistavamo alcuni già usati. Il però che avevo una particolare predilezione per i tiri a rete desideravo tanto giocare una partita con un pallone nuovo di zecca. Un giorno ad Arzo capitarono due ricchi tristi in vacanza e mi diedero uno spunto per una brillante idea. Sfruttando il mio tedesco, li avvicinai e ne strinsi amicizia prestandomi a far da guida durante il loro soggiorno nei nostri paraggi. Giunse così il giorno del loro rientro a Zurigo ed io, sapendone l’orario di partenza, escogitai un piano d’azione.
Di buon mattino, aiutato da altri giocatori, piazzai sulla strada, vicino al Palazzo Comunale, un tavolino con apparecchiato bicchieri e bottiglia di vino bianco nostrano. Preparai un bel manifesto con scritti gli auguri di buon viaggio ai nostri cari amici e al loro arrivo tendemmo pure il nastro, come su usava allora nelle cerimonie matrimoniali. I due zurighesi rimasero allibiti e felicissimi tanto che, prima di lasciarci, insistettero (non troppo per la verità, perché accettammo subito) per offrirci in ricordo la somma di CHF 20.00 a favore della squadra di calcio. Con quei soldi, che allora valevano qualcosa in più di adesso, comprammo immediatamente il tanto desiderato pallone nuovo."

Mario Imperiali
"Ricordo il 7 giugno 1954 come se fosse ieri. A quei tempi lavoravo a Zurigo ed il giorno della finalissima il treno che mi doveva portare a Lugano fatalmente era in ritardo. Giunse alle 2 e 19 e la partita iniziava alle due e trenta al Campo Marzio. Mi attendevano i dirigenti con alla testa l’allora presidente Osvaldo Galfetti che mi fece attraversare i binari, mi buttò in macchina e durante il tragitto mi vestì da capo a piedi alfine di poter iniziare subito la finale con i compagni. Immaginatevi che tensione e che fatica; comunque tutto finì in gloria con la meritata vittoria."